Percorso della buona alimentazione
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INFLUENZA DEGLI ALIMENTI SUL DNA, MICROBIOTA INTESTINALE

Il corredo genetico condiziona il modo in cui si assorbono, metabolizzano e utilizzano i componenti della dieta.

Un esempio di quanto contino i geni nell’alimentazione riguarda la digestione del latte. Il gene della lattasi, l’enzima che digerisce il lattosio contenuto nel latte e nei latticini, è attivo nella prima fase della vita: se il gene è attivo, viene prodotta la lattasi che taglia il lattosio nelle sue unità semplici (glucosio e galattosio). Il gene della lattasi sarebbe destinato a spegnersi con lo svezzamento, tuttavia alcune persone hanno una variante genetica per cui il gene è attivo anche durante la vita adulta. La percentuale della popolazione che mantiene la capacità di digerire il lattosio va dal 90 per cento nel Nord Europa, al 50 per cento nell’area mediterranea e mediorientale fino a meno del 20 per cento in Africa.

Dai geni può dipendere la quantità di micronutrienti di cui abbiamo bisogno.

Praticamente tutti gli alimenti che portiamo in tavola contengono molecole che possono influenzare in modo diretto o indiretto il rischio di sviluppare malattie agendo sul DNA. Si tratta di un nuovo modo di vedere la nutrizione: non si parla più solo di calorie e di nutrienti, ma di uno strumento per “spingere” il patrimonio genetico in una direzione specifica, di far funzionare in modo diverso un gene che, a sua volta, modificherà la sua capacità di produrre proteine. In molti casi i bersagli sono geni coinvolti nell’infiammazione, nelle reazioni del sistema immunitario o nella crescita e proliferazione delle cellule, con un elenco che diventa ogni giorno più lungo e complesso. E così che si cerca di capire il legame profondo tra cibo e malattie come cancro, Alzheimer o diabete.

Alcuni ceppi batterici del microbiota intestinale -l’insieme dei microrganismi che popolano il nostro apparato digerente- svolgono funzioni benefiche. Innanzitutto, i ceppi indigeni ostacolano la colonizzazione dell’intestino da parte di nuovi microbi, tra cui quelli patogeni. Alcuni batteri, inoltre, sintetizzano sostanze utili (per esempio vitamina K) e digeriscono molecole complesse, producendo nuove molecole che possono essere utilizzate dal nostro organismo. Le conoscenze però sono ancora limitate. Alcuni studi hanno messo in luce gli effetti positivi o negativi di determinati microrganismi. Teoricamente, arricchendo il microbiota intestinale di batteri “buoni” a scapito dei batteri “cattivi”, si promuove un buono stato di salute.

Fai in modo che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il cibo. Lo diceva già Ippocrate migliaia di anni fa!

Alla luce delle nuove discipline, ha ancora senso continuare a difendere una dieta come quella mediterranea? La risposta è sì, perché gli studi molecolari non fanno altro che confermare (e rendere ancor più specifiche) l’utilità delle indicazioni della piramide alimentare.

 

IMPARIAMO A LEGGERE LE ETICHETTE

Sappiamo davvero cosa compriamo?

Quando facciamo la spesa, siamo soliti leggere le etichette e utilizzare le informazioni riportate, o ci facciamo attirare solo dai colori e dalle immagini?

L’etichetta è il mezzo con cui la filiera agroalimentare ci trasmette informazioni, quelle obbligatorie per legge e quelle di marketing commerciale. In ogni caso, quanto riportato in Etichetta deve essere sempre dimostrabile. Le aziende della filiera agroalimentare hanno molti modi per comunicare, oggi più che mai, attraverso le etichette ma anche attraverso i siti web, i social e le visite turistico-didattiche.

La presenza di marchi (ad es. “Vegan ok”) o certificazioni (ad es. “BIO”) fornisce la garanzia di un controllo ulteriore che l’azienda ha ricevuto nella realizzazione dei prodotti. E’ sempre bene approfondire però così da essere preparati e indirizzare meglio la spesa successiva.

Anche le dichiarazioni rilasciate in etichetta o tramite slogan pubblicitari sono importanti: sono di solito su base volontaria, dove l’azienda volontariamente adotta una particolare linea di azione su alcuni parametri, in difesa della salute del consumatore. E’ l’esempio di chi sceglie ad esempio di allevare le galline a terra invece che in gabbia: entrambe le metodologie sono consentite dalla legge.

Noi possiamo privilegiare la naturalità delle condizioni di vita degli animali che poi entrano nel nostro regime alimentare, perché il movimento rende più sani e meno bisognosi di cure e farmaci anche gli animali.

La scelta di prodotti agricoli derivanti da coltivazioni “a lotta integrata”, “a residuo zero”, “bio” ecc.. valorizzano gli stessi principi di ridotto utilizzo della chimica a favore di un processo necessario, la coltivazione, ma più attento all’ambiente e alla qualità della materia prima.

Di seguito le 10 regole d’oro del Ministero della Salute per leggere correttamente le etichette.

  1. Leggi scrupolosamente le etichette sulle confezioni. Più informazioni leggi, tanto migliore sarà il tuo giudizio su quel prodotto.
  2. Ricorda, le illustrazioni riportate sulle confezioni sono puramente indicative. Hanno lo scopo principale di richiamare la tua attenzione e non sono necessariamente legate all’aspetto reale del prodotto.
  3. Attenzione all’ordine degli ingredienti di un prodotto. Gli ingredienti sono indicati per ordine decrescente di quantità; il primo dell’elenco è più abbondante del secondo e così via.
  4. Consuma il prodotto entro la data di scadenza indicata in etichetta. Dopo la scadenza il prodotto può deperire rapidamente e non essere più sicuro per la tua salute.
  5. Non confondere la data di scadenza di un prodotto con il termine minimo di conservazione; se trovi sull’etichetta la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro…”, il prodotto, oltre la data riportata, può aver modificato alcune caratteristiche organolettiche come il sapore e l’odore ma può essere consumato senza rischi per la salute.
  6. Controlla il peso netto/sgocciolato dell’alimento. Spesso possiamo essere tratti in inganno dalle dimensioni delle confezioni.
  7. Se soffri di allergie alimentari controlla sempre nell’elenco degli ingredienti la presenza di eventuali allergeni. La lista degli allergeni viene periodicamente aggiornata alla luce delle conoscenze scientifiche più recenti.
  8. Mantieni sempre i prodotti refrigerati e quelli surgelati alla temperatura indicata sull’etichetta e riponili, subito dopo l’acquisto, nel frigorifero o nel congelatore. Ricorda che il freddo non uccide i batteri anche se ne rallenta o ne impedisce temporaneamente la crescita.
  9. Se compri pesce in pescheria controlla i cartelli esposti. Accanto al pesce fresco si può vendere anche pesce decongelato, il venditore è tenuto ad esporre le indicazioni obbligatorie, tra cui quelle sulla provenienza.
  10. A parità di qualità e prezzo preferisci gli alimenti confezionati con materiale riciclato/riciclabile; leggi bene le indicazioni sul materiale utilizzato per il confezionamento o l’imballaggio (AL alluminio, CA cartone, ACC acciaio ecc), darai una mano alla salvaguardia dell’ambiente.

 

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BIBLIOGRAFIA

  • http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_3_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=dossier&p=dadossier&id=32
  • http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_215_allegato.pdf
  • https://www.mise.gov.it/index.php/it/impresa/competitivita-e-nuove-imprese/industria-alimentare/etichettatura-alimentare
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