Percorso della meraviglia e dello stupore

Foto Daniela Alessi

Se non sei in grado di provare né stupore né sorpresa sei per così dire morto, i tuoi occhi sono spenti
– Albert Einstein

Riuscire a mantenere, nel corso della vita, la capacità di provare meraviglia e stupore nella quotidianità, trovare il tempo per dedicarsi ad attività piacevoli, stimolanti e appaganti e per coltivare e arricchire le proprie relazioni sociali, ha effetti positivi sul benessere mentale1.

Tutto ciò infatti favorisce la conservazione di funzionalità cognitive come la memoria, la capacità di ragionamento e l’attenzione che, a causa dei naturali processi di invecchiamento, possono deteriorarsi nel tempo e inoltre contribuisce a prevenire ulteriori stati di malessere come depressione e stress1.

La progressione dei deficit cognitivi può dare luogo a importanti patologie croniche, caratterizzate da vario grado di disabilità, tra cui la patologia di Alzheimer e altre forme di demenza (che attualmente colpiscono circa il 6% della popolazione italiana oltre i 65 anni)2.

Numerose evidenze scientifiche individuano alcuni fattori di rischio modificabili  associati in particolare all’insorgenza della malattia di Alzheimer, quali: diabete, ipertensione, obesità, fumo, depressione e inattività fisica3. Diversi lavori hanno inoltre evidenziato che uno stile di vita caratterizzato dal coinvolgimento in attività ricreative di natura intellettuale e sociale è associato a un rallentamento del declino cognitivo nelle persone anziane, prevenendo gli effetti di un “disuso” del potenziale della mente1, 4.

Alcune attività hanno dimostrato una particolare efficacia nel contrastare il decadimento cognitivo:

  • socializzazione
    Gruppi di socializzazione o supporto possono produrre dei benefici psicologici sia in persone sane sia nelle persone già affette da demenza, riducendo la depressione e migliorando la qualità della vita e l’autostima5
  • allenamento cognitivo
    L’allenamento cognitivo può essere efficace nel miglioramento delle funzioni cognitive e dello stato funzionale degli anziani con e senza disabilità cognitiva6
  • approccio all’arte
    Attività basate sull’arte hanno mostrato degli effetti positivi sui processi cognitivi degli anziani, in particolare sull’attenzione, la stimolazione della memoria, e il miglioramento della comunicazione7
  • meditazione e arti marziali
    Pratiche meditative hanno fornito alcuni riscontri relativi al mantenimento delle capacità cognitive e della memoria8, oltre alla gestione dei sintomi depressivi e dello stress9. Inoltre alcune arti marziali, quali il Tai Chi, si sono mostrate promettenti nel mantenimento delle funzioni cognitive negli anziani senza disabilità10

Dalla teoria alla pratica: cosa puoi fare tu

  • Essere curioso e partecipe nelle attività quotidiane, familiari e non11, 12
  • leggere libri, ma anche quotidiani o riviste, risolvere parole crociate o comporre puzzles12, scrivere, disegnare o colorare
  • trovare un hobby piacevole (carte, scacchi, giardinaggio, ballo)12
  • frequentare un corso per apprendere qualcosa di nuovo (imparare una lingua straniera, suonare uno strumento musicale, utilizzare il computer)12
  • partecipare a eventi (conferenze, mostre, cerimonie)12
  • organizzare gite o viaggi12
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Eventi - Gennaio 2020 › Meraviglia e stupore

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Prima le immagini e poi la musica

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Fonti bibliografiche

  1. Fratiglioni L, Paillard-Borg S, Winblad B., An active and socially integrated lifestyle in late life might protect against dementia , Lancet Neurol , 2004; 3(6):343-353. doi:10.1016/S1474-4422(04)00767-7
  2. Bruti G, Cavallucci E, Mancini M, Bitossi A, Baldereschi M, Sorbi S., A systematic review of the quality of studies on dementia prevalence in Italy , BMC Health Serv Res , 2016; 16(1):1-11. doi:10.1186/s12913-016-1741-7
  3. Norton S, Matthews FE, Barnes DE, Yaffe K, Brayne C., Potential for primary prevention of Alzheimer’s disease: An analysis of population-based data , Lancet Neurol , 2014; 13(8):788-794. doi:10.1016/S1474-4422(14)70136-X
  4. Cheng ST., Cognitive Reserve and the Prevention of Dementia: the Role of Physical and Cognitive Activities , Curr Psychiatry Rep. , 2016; 18(9). doi:10.1007/s11920-016-0721-2
  5. Leung P, Orrell M, Orgeta V., Social support group interventions in people with dementia and mild cognitive impairment: a systematic review of the literature , Int J Geriatr Psychiatry , 2015; 30(1):1-9. doi:10.1002/gps.4166
  6. Law LLF, Barnett F, Yau MK, Gray MA., Effects of combined cognitive and exercise interventions on cognition in older adults with and without cognitive impairment: A systematic review , Ageing Res Rev. , 2014; 15(1):61-75. doi:10.1016/j.arr.2014.02.008
  7. Young R, Camic PM, Tischler V., The impact of community-based arts and health interventions on cognition in people with dementia: a systematic literature review , Aging Ment Health , 2016; 20(4):337-351. doi:10.1080/13607863.2015.1011080
  8. Newberg AB, Serruya M, Wintering N, Moss AS, Reibel D, Monti DA, Meditation and neurodegenerative diseases , Ann N Y Acad Sci , 2014; 1307(1):112-123. doi:10.1111/nyas.12187
  9. Larouche E, Hudon C, Goulet S, Potential benefits of mindfulness-based interventions in mild cognitive impairment and Alzheimer’s disease: An interdisciplinary perspective , Behav Brain Res. , 2015; 276:199-212. doi:10.1016/j.bbr.2014.05.058
  10. Wayne PM, Walsh JN, Taylor-Piliae RE, et al., Effect of tai chi on cognitive performance in older adults: Systematic review and meta-analysis , J Am Geriatr Soc. , 2014; 62(1):25-39. doi:10.1111/jgs.12611
  11. Kelly ME, Duff H, Kelly S, et al., The impact of social activities, social networks, social support and social relationships on the cognitive functioning of healthy older adults: a systematic review , Syst Rev. , 2017; 6(1):259. doi:10.1186/s13643-017-0632-2
  12. Różyk-Myrta A., Guidelines for Prevention and Treatment of Cognitive Impairment in the Elderly , Med Sci Monit. , 2015; 21:585-597. doi:10.12659/MSM.892542