Percorso del muoversi insieme

Foto Piero Marchisio

L’attività fisica è spesso associata all’idea di estenuanti sedute in palestra o spossanti giri di corsa, ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità ci ricorda che si tratta semplicemente di “qualsiasi movimento del corpo prodotto dalla muscolatura scheletrica che determini dispendio di energie”: salire o scendere le scale, fare la spesa (dal girare al supermercato al riporre ciò che si è acquistato), svolgere le normali attività quotidiane (portare a spasso il cane, recarsi negli uffici pubblici) o anche divertirsi (andare a spasso con gli amici, andare a ballare)  è praticare attività fisica1.

La nostra vita quotidiana si è modificata rispetto al passato portando a una progressiva riduzione del movimento e all’aumento della sedentarietà.

La sedentarietà è causa, innanzi tutto, di sovrappeso e obesità e, anche in assenza di questi, è uno dei maggiori fattori di rischio, insieme alla cattiva alimentazione, per tutto l’insieme delle patologie croniche non trasmissibili: malattie cardiovascolari, tumori, diabete, malattie respiratorie croniche, disturbi muscolo-scheletrici e dell’apparato gastrointestinale e problemi di salute mentale2.Le persone che non svolgono attività fisica adeguata hanno un rischio di decesso del 20-30% superiore a quelle che mantengono un buon livello di attività fisica3.

Per quanto riguarda la popolazione residente nella ASL di Vercelli, negli anni 2013-2016in media il 37% dei residenti ha mantenuto uno stile di vita attivo, mentre il 31% è stato completamente sedentario. La sedentarietà cresce all’aumentare dell’età, è più diffusa fra le donne e nelle persone con più di 50 anni. È inoltre presente una percezione distorta dell’attività fisica praticata: ben 4 persone sedentarie su  10 ritengono di condurre una vita sufficientemente attiva(dati del programma di sorveglianza PASSI4).

Quali sono i vantaggi di uno stile di vita non sedentario?

Uno stile di vita attivo:

  • rappresenta un efficace fattore protettivo per le malattie cardiovascolari (ischemie/infarto), il diabete e alcuni tipi di tumore (principalmente mammella e colon)5
  • in malattie come il diabete e l’ipertensione può essere considerata come un vero e proprio farmaco, che il medico “prescrive” per curare la malattia6
  • previene l’osteoporosi e migliora la salute delle ossa delle donne in menopausa7
  • ritarda l’invecchiamento poiché contribuisce a conservare la propria abilità motoria, a ridurre il rischio di cadute accidentali migliorando l’equilibrio e la coordinazione e a prevenire la depressione e la riduzione delle facoltà mentali8

L’attività fisica aumenta in maniera positiva il nostro giudizio su noi stessi (ovvero l’autostima), la capacità di socializzare e di stare bene con gli altri e il senso di benessere. E poi è divertente. L’attività fisica è uno dei più potenti stimolanti della produzione di endorfine, quelle sostanze che vengono prodotte dal cervello per contrastare il dolore e dare una sensazione di piacere. Muoversi distribuisce dunque piacere al corpo.

Dalla teoria alla pratica: cosa puoi fare tu

Un buon livello di attività fisica non deve sempre essere necessariamente di intensità elevata, l’importante è che sia regolare e mantenuto con costanza nel tempo, quindi integrato nelle attività quotidiane.

La formula del benessere fisico:

  • 30 minuti di attività fisica con intensità moderata per 5 giorni alla settimana
    L’attività fisica moderata: comporta un leggero aumento della respirazione e del battito cardiaco o un po’ di sudorazione, come ad esempio camminare a passo sostenuto, andare in bicicletta, fare ginnastica dolce, ballare, fare giardinaggio

oppure

  • 20 minuti di attività fisica con intensità vigorosa per 4 volte alla settimana
    L’attività fisica intensa: implica un grande aumento della respirazione e del battito cardiaco o abbondante sudorazione, come ad esempio correre, pedalare velocemente, fare ginnastica aerobica o sport agonistici
  • + esercizi di tonificazione e flessibilità 2 volte alla settimana

Questa formula non deve essere presa rigidamente: anche una combinazione equivalente di attività fisica di intensità moderata e vigorosa può essere adeguata per mantenersi in salute.

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Fonti bibliografiche

  1. Physical activity
  2. Geneva: World Health Organization , Global Status report on NCDs, 2014 , 2014
  3. Global recommendations on physical activity for health , Geneva, World Health Organization , 2010
  4. Barale A., Sistema di Sorveglianza Passi , report 2013-2016 – Epi ASL VC / 7 / 2017 , 2017
  5. Kyu H et al., Physical activity and risk of breast cancer, colon cancer, diabetes, ischemic heart disease, and ischemic stroke events: systematic and dose-response meta-analysis for the Global Burden of Disease Study , BMJ , 2016; 354:i3857
  6. Aune, D. et al., , Physical activity and the risk of type 2 diabetes: a systematic review and dose–response meta-analysis Eur J Epidemiol , 2015; 30: 529
  7. Menzel J et al., Physical Activity, Bone Health, and Obesity in Peri-/Pre- and Postmenopausal Women: Results from the EPIC-Potsdam Study , Calcif Tissue Int , 2015; 97:376–384
  8. ecofsky KM et al., A Prospective Study of Fitness, Fatness, and Depressive Symptoms , Am J Epidemiol , 2015; 181:311–320